sabato 28 marzo 2009

Favole?



Avevo una nonna, che poi, era una mia nonnastra.

Ogni volta che veniva occasionalmente a casa mia, ci annusavamo,ci toccavamo a distanza, ci studiavamo, poco capivamo una dell' altra.

Poi succedeva il miracolo: lei cuciva e io prendevo il pettine
Quel pettine tra le mie mani era per lei il non sentirsi più nonnastra, bensì nonna, era il potermi chiamare ," Mariulìn", il nomignolo che io non avrei mai accettato da nessuno.

MAI.

Con il mio pettine in mano mi avvicinavo e lei scioglieva la sua crocchia, aveva dei capelli lunghissimi, fini come seta, castani scuro, striati di bianco.

Li aveva così lunghi e così fini che la crocchia ingannava, era piccola, tanto che io li immaginavo lunghi alle spalle, non di più, invece arrivavano al fondo della schiena.

Le piaceva farsi pettinare, mentre la pettinavo lei raccontava favole meravigliose.

Favole che non si trovano in nessun libro pubblicato, erano sue, solo sue e le teneva per i suoi nipoti e questo è un peccato, perché anche se non me ne ricordo mezza a quei tempi mi erano utili per uscire da una realtà poco bella.
Era povera mia nonna, tanto quanto lo era la mia famiglia.

La casa in cui viveva era stata una prigione degli Austriaci, nel cortile interno erano ancora visibili i fori delle fucilazioni e negli scantinati la tortura della goccia era ancora viva, si sentiva

Questi sono ricordi che la mia mente non riesce a dimenticare, vorrei, davvero vorrei, ma i cassetti della memoria non si chiudono.

Probabilmente,come è lecito ,per chi legge, si chiederà cosa c' entra tutto questo con il terzo millennio?

Beh è un attimo spiegarlo.

Oggi sono uscita a fare "Due passi", mi sono truccata, mi sono vestita abbastanza bene e spratutto mi sono messa un paio di scarpe comode.

Ho chiuso gli occhi e sono andata a fare la cosa più normale che una donna possa fare.

La spesa.

E la fare la spesa comporta anche scrutare il banco carni.

Non sono vegetariana e tantomeno vegana, ma il vedere in vendita le teste di coniglio o i colli di tacchino a 3,5 euro...

Beh.., mi ha fatto ricordare mia nonna, che nella sua povertà e la mia, dopo la favola e la mia pettinata diceva: " Adesso andiamo a mangiare, le teste di coniglio saranno cotte, possiamo berci un buon brodo",
ma erano altri tempi, pensavo non tornassero per nessuno.
Tra un po' cosa dovrò vedere in vendita per i poveri? Non so...mi viene in mente il brodo di zampe di gallina, con una differenza, 40 anni fa queste cose le si regalavano.


3 commenti:

ღღ Š î $↕ Ŧ ۞ ღღ ha detto...

Hai proprio ragione, ma 3,5 euri per teste di coniglio non ti pare un pò caro.
Un abbraccio e non chiudere i cassetti dei ricordi sono proprio belli.
Ciao Sisifo

Anonimo ha detto...

a volte riesci a fare commuovere un ciccciosauro... è nobile e dolce e ti ringrazio.

wilson

Luisa ha detto...

Sisifo: Son care sì e il punto non è solo questo, il fatto è che le teste di coniglio piuttosto che le zampe di galline ci potevano stare in una realtà contadina povera che era quella di tanti anni fa, ma, non può starci adesso e in un grande supermercato alle porte di Torino.
A me ha chiuso il cuore, i cassetti invece sono sempre aperti purtroppo o per fortuna, per la serie non mi dimentico chi sono e da dove arrivo.

Wilson: A volte anche i cicciosauri commuovono.