martedì 31 marzo 2009

Maria che manda affanculo Luisa.


E' cominciata male al lavoro anche questa settimana, sarà che per sopportare il nervosismo degli altri devo tenere a bada il mio e la cosa mi è difficile, molto difficile.

Oggi, verso mezzogiorno, stavo arrivando veramente al limite e se il mio limite passa è un casino, niente riesce a trattenermi.

Ero di un verde tendente al giallo con qualche striatura di rosso alle orecchie.

Dopo otto anni di lavoro avevo già i telecomandi e le chiavi in tasca, pronta a lanciarli in faccia a chi mi paga.

Non mi ha mai preoccupata il lavoro e nemmeno adesso è fonte di preoccupazione.

Se decido di rimettermi in gioco lo faccio, è sempre stato così e credo che in questo non cambierò mai.

Poi sono andata in camera e ho guardato Tabata sdraiata sul suo materassone, lei è il cane storico di quella casa, mi è venuto in mente quando il primo giorno di lavoro mi voleva mangiare perchè non aveva intenzione di andare a fare il giretto in giardino, l' ho vista in macchina con me quando la portavo a casa mia, l ho vista mentre si mangiava la frittata che avevo fatto e lei mi aveva rubato dal tavolo, l ho rivista mentre si prendeva il guinzaglio per uscire, ho ricordato la sua felicità nel rivedermi quando sono mancata per una settimana.

Stavo nei miei pensieri accarezzandola quando si sono avvicinati Nelson e Stella, timidamente, mi hanno dato una leccatina sulla guancia, li ho accarezzati e ho pensato: "Non posso, finchè ci siete tutti voi non posso"

Lo so, dopo di loro ne arrivaranno altri e allora non potrò mai...

Lo so, dovrei decidere, ma non ci riesco.
Così uscendo dal cancello oggi Maria ha mandato affanculo Luisa perchè questa volta non è capace di ribaltare il tavolo.

sabato 28 marzo 2009

Favole?



Avevo una nonna, che poi, era una mia nonnastra.

Ogni volta che veniva occasionalmente a casa mia, ci annusavamo,ci toccavamo a distanza, ci studiavamo, poco capivamo una dell' altra.

Poi succedeva il miracolo: lei cuciva e io prendevo il pettine
Quel pettine tra le mie mani era per lei il non sentirsi più nonnastra, bensì nonna, era il potermi chiamare ," Mariulìn", il nomignolo che io non avrei mai accettato da nessuno.

MAI.

Con il mio pettine in mano mi avvicinavo e lei scioglieva la sua crocchia, aveva dei capelli lunghissimi, fini come seta, castani scuro, striati di bianco.

Li aveva così lunghi e così fini che la crocchia ingannava, era piccola, tanto che io li immaginavo lunghi alle spalle, non di più, invece arrivavano al fondo della schiena.

Le piaceva farsi pettinare, mentre la pettinavo lei raccontava favole meravigliose.

Favole che non si trovano in nessun libro pubblicato, erano sue, solo sue e le teneva per i suoi nipoti e questo è un peccato, perché anche se non me ne ricordo mezza a quei tempi mi erano utili per uscire da una realtà poco bella.
Era povera mia nonna, tanto quanto lo era la mia famiglia.

La casa in cui viveva era stata una prigione degli Austriaci, nel cortile interno erano ancora visibili i fori delle fucilazioni e negli scantinati la tortura della goccia era ancora viva, si sentiva

Questi sono ricordi che la mia mente non riesce a dimenticare, vorrei, davvero vorrei, ma i cassetti della memoria non si chiudono.

Probabilmente,come è lecito ,per chi legge, si chiederà cosa c' entra tutto questo con il terzo millennio?

Beh è un attimo spiegarlo.

Oggi sono uscita a fare "Due passi", mi sono truccata, mi sono vestita abbastanza bene e spratutto mi sono messa un paio di scarpe comode.

Ho chiuso gli occhi e sono andata a fare la cosa più normale che una donna possa fare.

La spesa.

E la fare la spesa comporta anche scrutare il banco carni.

Non sono vegetariana e tantomeno vegana, ma il vedere in vendita le teste di coniglio o i colli di tacchino a 3,5 euro...

Beh.., mi ha fatto ricordare mia nonna, che nella sua povertà e la mia, dopo la favola e la mia pettinata diceva: " Adesso andiamo a mangiare, le teste di coniglio saranno cotte, possiamo berci un buon brodo",
ma erano altri tempi, pensavo non tornassero per nessuno.
Tra un po' cosa dovrò vedere in vendita per i poveri? Non so...mi viene in mente il brodo di zampe di gallina, con una differenza, 40 anni fa queste cose le si regalavano.


Esco a fare due passi


Questa settimana ho scoperto di avere un sistema nervoso a prova di bomba, devo ammettere che non me lo aspettavo, qualche anno fa non ero così, evidentemente l' età sta portando i suoi risultati (oltre alle tette che cadono e il culo flaccido)

In particolare ieri e oggi sono state due giornate in cui ho dovuto contare più e più volte fino a dieci, ci sono stati dei momenti in cui non riuscivo quasi nemmeno a finire che mi toccava di ricominciare la conta, non sono un drago in matematica ma le dita delle mani incrociate dietro la schiena mi hanno aiutata...Dietro la schiena perchè così raggiungevo due scopi: alzare le dita di nascosto per contare evitando in questo modo di tenere i pugni sul davanti con tanta voglia di scagliarli contro il mio interlocutore di turno.

Tra un po' esco a fare due passi, se sulla mia strada incontrerò un' altro/a rompicoglioni non mi tratterò più, la sua narice destra diventerà il posto dove spegnerò la mia sigaretta.

venerdì 27 marzo 2009

Sappiamo come arrivarci.


Silvio Berlusconi, prendendo la parola al congresso del Popolo delle libertà a Roma, ha detto che il Pdl "è il partito degli italiani che amano la libertà e che vogliono restare liberi", aggiungendo: "Ora c'è il bipolarismo, speriamo che si vada al bipartitismo". "I sondaggi, quelli veri, non quelli fasulli, ci danno al 43,2 per cento. Ma noi dobbiamo puntare al 51%, e
sappiamo come arrivarci", ha poi concluso il premier e leader del partito.


Se teniamo conto che c'è stato una vera alzata di folla per Craxi..

Forse sarebbe necessario che non fossimo così propensi ad accettare il lavaggio del cervello.

Ci sono molti modi per " Sapere come arrivarci", uno dei migliori è cercare di renderci Ameba.


" Dësvijese na frisa?" ( Svegliarsi un po?')

lunedì 23 marzo 2009

Piano casa.

Regina: -Il popolo ha fame-
Risposta:-Dategli delle brioches-

Sire:-Il popolo ha fame-
Risposta:- Dategli dei mattoni-


E...Se...Fosse...Che...Comprassimo tutti un bel mattone pieno da lanciargli sui denti?

Uno a testa intendo!

sabato 21 marzo 2009

Se il 17 porta sfiga...







Pongo e Peggy sono gli ultimi due arrivi a casa mia, per rinfrescare la memoria sono i due randagi che ha trovato per strada Mirko la sera dell' 0tt0 Ottobre dell' anno scorso.
Devo dire che mi sono entrati nel sangue da subito, è stato il colpo di fulmine, li abbiamo accolti, rifocillati e curati dalle loro innumerevoli magagne.
Loro hanno una riconoscenza giornaliera di cui un essere umano non è capace, non lo dico tanto per dire, ma perchè ho i due riscontri.
I nomi sono stati scelti dai miei ragazzi, anche perchè il mio carnet è finito, tanti ne ho battezzati e sono contraria a dare lo stesso nome a due animali diversi, siano essi cani, gatti, anatre o capre ognuno è diverso dall' altro e anche se qualcuno ha raggiunto l' arcobaleno per me rimane un essere a sè stante.
Con loro sono arrivata al numero 17.
Dieci tutte le mattine mi aspettano al lavoro saltandomi sulla testa per farmi le feste, e altri sette mi attendono a casa quando stacco.
Per svariati motivi mi rendo conto che il gruppo non potrà aumentere, spero che il numero rimanga questo ancora per molto tempo anche se vi sono degli anziani acciaccati.
A volte parlando con le persone la prima cosa che mi viene chiesta è come faccio a ricordarmi tutti i nomi e a distiguerli, li riconoscerei anche ad occhi chiusi perchè li amo.
Mi fanno compagnia.
Mi tirano su il morale quando è sotto i tacchi.
A tavola non sono mai sola.
Dormo con dei cuscini caldi.
Non brontolano se mi guardo Grande Fratello o Anno-Zero, magari se ascolto Fede non sono molto d' accordo ma non lo danno a vedere...

Un giorno, poco per volta, ve li farò conoscere tutti.
Per molti il Nr 17 porta sfiga.
Io mi sento molto fortunata con questo numero.

giovedì 19 marzo 2009

Sorrido...


Oggi sorrido perchè penso a quando potevo permettermi di fare gli Auguri a mio papà.

Lui sobbalzava sulla sedia dicendo " Guarda il calendario, che santo è oggi? Io non porto il suo nome e non sono un padre putativo, quindi fammi gli auguri, se te lo ricordi, il giorno del mio compleanno"

Letta così potrebbe anche sembrare una cosa cattiva, ma non per me, mi ha accompagnata per tanti anni, mio padre non si aspettava i Ferrero Rocher o i Poket Coffee, no, lui si aspettava altro da me.

Probabilmente se non fosse morto, (quando io mi sentivo ancora troppo giovane per perderlo)

molto probabilmente, non avrebbe condiviso alcune mie scelte, non importa, so che alla fine mi avrebbe fatto l' occhiolino d' intesa e mi avrebbe fatta sedere sul suo " Scoss" dicendomi " A te non fa paura nemmeno il diavolo"

Adesso che sto invecchiando, la paura ogni tanto fa capolino nella mia testa, allora cerco di cacciarla ricordandomi il sorriso che lui mi ha donato prima di andarsene per sempre, è stato uno dei più bei regali che sia riuscito a farmi, quel sorriso, da un letto d' ospedale dove le malattie me lo stavano rubando.

Quel sorriso, quando ci penso, mi fa sentire figlia di un grande papà.

Nonostante le testata che spesso ci siamo scambiati.

sabato 14 marzo 2009

Non sto pensando a niente


Non sto pensando a niente,

e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,

mi è gradita come l'aria notturna,

fresca in confronto all'estate calda del giorno.


Che bello, non sto pensando a niente!


Non pensare a niente

è avere l'anima propria e intera.

Non pensare a niente

è vivere intimamente

il flusso e riflusso della vita...


Non sto pensando a niente.


E' come se mi fossi appoggiato male.

Un dolore nella schiena o sul fianco,

un sapore amaro nella bocca della mia anima:

perché, in fin dei conti,

non sto pensando a niente,

ma proprio a niente,

a niente...



Fernando Pessoa

venerdì 6 marzo 2009

C.V.


A 5 anni sistemavo il fieno sui carri.

A 7 anni accudivo le mucche sui pascoli.
A 9 anni spostavo cemento e raddrizzavo i chiodi per farli riusare ai carpentieri.

A 11 anni facevo la baby-sitter alla pari.

A 13 anni servivo caffè e bianchini dietro un bancone di bar.

A 15 anni servivo ai tavoli di un bel ristorante.

A 16 ero in cucina di quel ristorante.

A 19 anni ero in sala mungitura a spremere le tette delle mucche.

A 23 anni facevo la portinaia in città.

A 25 anni lavoravo in una tavola calda.

A 28 anni ho aperto un ristorante.

A 31 anni sono tornata in campagna e allevavo capre, galline oche e coltivavo pomodori e peperoni.

A 36 anni ho fatto la custode di villa e nel tempo libero facevo il mosaico sulle pareti della piscina.

A 38 anni mi sono trovata a lavorare in casa privata dove: stiro, cucino, lavo i pavimenti, taglio il prato, poto le piante, faccio l' imbianchino, mi occupo di 10 cani e 5 gatti.

Se devo essere onesta, questo è solo una parte del mio C.V. e ne sono orgogliosa, ho imparato la sopravvivenza appena sono venuta al mondo.

Se proprio dovesse andarmi tutto male posso sempre scommettere con chi sputa più lontano.
Chissà magari vinco.

Genio ribelle " a te la mossa"

giovedì 5 marzo 2009

Dolores de panza, scagetas de culo.

Qualche tempo fa Tremo era un PO' preoccupato ed era un disastro.
Adesso l' amico E' preoccupato, cosa ci si deve aspettare? L' apocalisse?

No! Sono io che sono COMUNISTA e di conseguenza catastrofista.
Sempre colpa degli sporchi comunisti che non tengono la lingua tra i denti.

mercoledì 4 marzo 2009

Cani aggressivi, proprietario responsabile.

Art. 1.
1. Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso.
2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo.
3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure:
a. utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt. 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
b. portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti;
c. affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
d. acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore; e. assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
4. Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Detti percorsi sono organizzati da parte dei Comuni congiuntamente con le Aziende Sanitarie Locali, in collaborazione con gli Ordini professionali dei Medici Veterinari, le Facoltà di Medicina Veterinaria, le Associazioni Veterinarie e le Associazioni di protezione degli animali.
5. Detti percorsi formativi sono da considerarsi obbligatori per i proprietari di cani impegnativi. I Comuni in collaborazione con i Servizi Veterinari, sulla base dell’Anagrafe canina regionale, decidono nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica quali proprietari di cani chiamare ad assolvere a tale obbligo.
6. Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.
7. Il Medico Veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità dei percorsi formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai Servizi Veterinari la presenza di cani impegnativi tra i suoi assistiti.
8. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.
Art. 2.
1. Sono vietati:
a) l´addestramento di cani che ne esalti l’aggressività;
b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l´aggressività;
c) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all´articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a:
1) recisione delle corde vocali;
2) taglio delle orecchie;
3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dell’animale;
e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d).
2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalità curative e con modalità conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l’animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorità competenti.
3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell’articolo 544 ter del codice penale.
4. E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.
Art. 3
1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954 n. 320 "Regolamento di Polizia Veterinaria", a seguito di morsicatura od aggressione i Servizi Veterinari sono tenuti ad attivare un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
2. I Servizi Veterinari, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale.
3. I Servizi Veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2.
4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.
Art. 4
1. E´ vietato possedere o detenere cani registrati ai sensi dell’articolo 3, comma 3:
a) ai delinquenti abituali o per tendenza;
b) a chi e´ sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;
d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale e, per quelli previsti dall´art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;
e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili per infermità di mente.
Art. 5
1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze Armate, di Polizia, di Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.
2. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) b) e all’articolo 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) e b) non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle Regioni e dai Comuni.
Art. 6
1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti Autorità secondo le disposizioni in vigore.
Art 7
1. La presente ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia per 24 mesi a decorrere dalla predetta pubblicazione.