martedì 29 gennaio 2008

James.



Di animali sfigati devo dire di averne trovati però lui è del tutto particolare, ricordo che entrando in una villa per un colloquio di lavoro mi venne incontro rotolando, eh sì perchè era più largo che alto, non camminava si trascinava rotolando, non capivo bene di che razza fosse anche perché di quel colore in Italia ce n erano ben pochi mi sembrava un incrocio tra il cane che faceva la pubblicità della Tim e un cinghiale…risultò essere un Labrador marrone. Era dotato di un eleganza da rinoceronte, la delicatezza di un elefante e aveva uno stomaco senza fondo!
Il colloquio di lavoro andò bene e mi trovai a lavorare in quella casa, James (questo era il nome del bestione) venne immediatamente messo a dieta e recuperò dei movimenti quasi normali….Circa più o meno…Successe che il padrone di casa traslocò e lo portò con sé.
15 giorni più tardi ricevemmo una telefonata…Il cane era scivolato in piscina ed era rimasto nell’ acqua tutta la notte ( nuotare è la potenza dei Labrador) ( quante volte gli avevo detto di fare una scaletta in quella maledetta piscina o perlomeno di recintarla)…Va da sé che non lo poteva più tenere, e chi meglio della mia famiglia sapeva trattarlo? Dopo qualche giorno di discussioni in casa ( ero io ad essere titubante alla cosa) ci prendemmo il bisonte con noi, la prospettiva del canile era troppo rischiosa.
Per qualche anno tutto andò tranquillamente, se ci penso mi vien da ridere al pensiero che le persone erano intimorite dalla sua mole e chiedevano “ morde?” sorridevo dentro di me e pensavo “ sìsìsìsì ti uccide di feste, mica di morsi” un cane così buono credo che non lo troverò mai più, se vogliamo rasentava la stupidità!
Le conseguenze del periodo di obesità che ha avuto furono tre ginocchia lussate, quindi camminava sempre peggio e bisognava limitarlo nei salti, a un controllo saltò fuori che i polmoni si stavano calcificando e le cure erano inesistenti, tanto per gradire si prese anche la leishmaniosi, malattia quest’ ultima che gli curammo per mesi e andò in remissione,il veterinario non gli dava più di un anno di vita, questo succedeva quattro anni fa circa, lui invece se n’è andato l estate scorsa a luglio, ha avuto un peggioramento repentino e in due giorni ha avuto due crisi respiratorie, nessuna dose di cortisone è servita, se ne è andato mentre il veterinario stava arrivando per sopprimerlo, mi ha risparmiato la decisione finale.
Adesso riposa in giardino…Quasi tutti davano per certo che non sarebbe arrivato ai dieci anni invece lui in barba a tutti ha superato i dodici, restando il cucciolone che solo un Labrador può essere ( perché dovete sapere che loro mica lo sanno che diventano anziani…giocano...giocano...giocano sempre!)

lunedì 28 gennaio 2008

Il bidone dovrebbe essere serio.


Vivo in provincia di Asti ma lavoro in provincia di Torino, vorrei parlare della raccolta differenziata. A Torino si svolge in questo modo, danno in uso un bidone color nero per il “ non recuperabile”, un bidone blu per il vetro, un bidone bianco per la carta, un bidone marrone per il recuperabile, dei sacchi di plastica marchiati per la plastica e avendone bisogno un bidone verde per gli sfalci e le potature, tutti questi bidoni vengono dati in uso della capacità desiderata, il passaggio degli operatori si svolge in questo modo, una volta la settimana per il bidone nero, tre volte per il marrone e ogni quindici giorni per plastica, vetro e carta, riguardo agli sfalci dipende dalla stagione, più raramente in inverno, più spesso dalla primavera all’ estate, per quanto compete gli ingombranti bisogna portare tutto in un centro che è aperto in modo variabile ( di solito ogni fine del mese) invece per i prodotti tossici per esempio il televisore o il frigorifero si fa una semplice chiamata al consorzio e loro in brevissimo tempo lo vengono a ritirare. Nonostante i primi momenti di “ defallances”mi trovo molto bene con questo sistema.
Passiamo alla provincia di Asti, ci danno in dotazione un bidoncino..ino..ino..ino marroncino..ino..ino..ino per il non recuperabile e poi…BASTA…la campana per il vetro è in strada, il bidone per la carta e la plastica idem, quindi si deve portare in loco il tutto e ci sono stati dei momenti in cui non si poteva deporre perché erano pieni, per quanto concerne il recuperabile non lo si può mettere nel bidoncino...ino...ino...ino. ma non usando il metodo raccolta porta- porta, alla domanda come faccio?La risposta è stata…"Eh ti fai una buca in giardino e la metti lì, diventa un concime" Va anche bene, ma chi non avesse il giardino ma solo il cortile cementato o con gli autobloccanti come fa? Gli scarti di cucina se li mangia ripassati al forno?.....Per le potature nessuno ha osato chiedere….. Ma...si può avere un giardino con 50 rose e un pezzetto di praticello da tagliare, che ne so qualche geranio, ma non avere la possibilità di fare una concimaia? Noneeeeeeeeeeee i resti delle potature o il tagli dei prati li si ripassa in padella, mi hanno detto che ci fai dei sughetti!!!
Per gli ingombranti c’è la discarica aperta, si porta tutto lì. E se hai il mezzo di trasporto ti va bene, sennò ti carichi tutto a pezzi in macchina e via andare!!!!!
Non mi creo un problema per tutto questo, di spazio per fortuna noi ne abbiamo e le gambe a casa mia funzionano ancora bene per arrivare ai cassonetti, ma non trovo giusto il divario della gestione della cosa, anche perché sui bordi strada si vede di tutto, ogni tanto passano a ripulire nulla da dire ma, non sarebbe più semplice adottare il metodo Torinese? Anche perché nel paese dove abito la media dell’ età è di 70 anni e quasi nessuno ha la donna di servizio da mandare ai cassonetti…
E’ proprio vero, la civiltà di un paese si vede da come vengono trattati gli anziani e gli animali.
E per paese non intendo solo il mio comune di residenza.

domenica 27 gennaio 2008

Crik & Crok.


Loro due, Trudy e Orazio, sono nati il 5/12/1994, figli di Priscilla e Billy da noi chiamato “Lallo lo zoppo” o “ il Gobbo di Notre Dame” perché aveva una postura davvero indescrivibile, ma i due soprannomi possono rendere l’ idea, era il cane del vicino che si trovava molto bene da noi ed evidentemente prima del nostro trasferimento ha avuto la brillante idea di lasciare il segno.
Erano tre ma uno fui obbligata ( erano troppi) a regalarlo, l avevamo chiamato Paciugo, il ricordo di quando i nuovo “padroni” vennero a prenderlo è ancora vivo, alla loro uscita di casa mi sono messa a tritare le carote e mia figlia mi chiese “ Mamma perché piangi?” “Perché sto tritando” “Ma non stai tritando le cipolle!"...
Se avessi saputo che due anni dopo la loro mamma non ci sarebbe più stata col fischio l avrei lasciato! Ma nessuno può prevedere…
Di loro posso solo raccontare le totale fiducia e fedeltà che hanno, la loro è una vita tranquilla se non si contano i 6 traslochi che hanno fatto, adesso ogni volta che vedono spostamenti di mobili mi guardano chiedendomi….” ANCORA?”... Si sono abituati a una vita da zingari.
Li vedo rincoglionirsi ogni giorno di più, ma non ha importanza, anche io verrò colpita dal rintronamento prima o poi, e il giorno che loro non ci saranno più sarà come perdere un pezzo della mia vita, potrà sembrare sciocco ma c’è un filo che solo noi riusciamo a vedere che ci lega.
Sono cani anziani ma spero che il giorno in cui mi saluteranno sia molto ma molto in là!

giovedì 24 gennaio 2008

Priscilla.


Lei è stata la mia prima cagnettta, no sto dicendo una bugia, da piccola portavo a casa tutti i randagi che trovavo o meglio loro mi venivano dietro, ma puntualmente e misteriosamente dopo pochi giorni sparivano.
Quindi posso dire che lei è stato il mio primo cane.
E’ nata l’ otto maggio 1989, quel giorno ero appena uscita dall ospedale dopo un intervento chirurgico e mi telefonò mio fratello dicendomi che Gilli stava per avere i cuccioli ma nessuno poteva assisterla, “ te la senti di venire tu?”. Non esitai un secondo che ero già in metropolitana con mio figlio al seguito per andare, due erano già nati ed erano vivi altri due erano nati morti, la mammina mi guardava e io cercavo di consolarla, dopo venti minuti un altro...dopo 10 ancora uno...oddio ma quanti ne aveva?
Eravamo a sei, potevano bastare no? Nel frattempo Mirko veniva a conoscenza del fatto che anche i cuccioli umani non li porta la cicogna, o nascono sotto i cavoli…. ma che erano infilati nella pancia.....alla domanda come ci entrassero lì dentro avrei dato spiegazioni in seguito…in quel momento, non era il momento..... che si accontentasse delle prime notizie “ANSA”.
Sapevo per esperienza che l’ ultimo della cucciolata era sempre molto più piccolo rispetto agli altri, quindi mi aspettavo il settimo, che puntualmente arrivò, era piccolissima, femmina e soprattutto bellissima!
Decisi che l ostetrica improvvisata se la sarebbe portata a casa, più facile dirsi che farsi, in quegli anni abitavo a Milano in condomino e nessuno possedeva un cane, per di più ero la custode dello stabile che per prima doveva osservare il regolamento, ma io effettivamente alle imposizioni non ho mai badato molto, dopo un paio di mesi di estenuanti discussioni con mio marito me la portai a casa senza dire niente a nessuno, se la proprietà o gli inquilini volevano me avrebbero accettato di buon grado anche Priscilla, questo è stato il suo nome.
Non solo la accettarono ma in poco tempo molte famiglie del palazzo presero un cane, credo sia stata una piccola rivoluzione!
Ci sarebbero molti piccoli aneddoti da raccontare su di lei, il più ridicolo e assurdo che mi viene in mente in questo momento è questo: i bambini dormivano in uno slargo del corridoio ( si sa gli appartamenti dei custodi non sono i più comodi ) e al fondo del letto c’ era un grande cesto dove si riponevano i giochi, per un periodo tutte le mattine lo trovavo bagnato...il cane va educato, allora che si fa? Lo si prende per la collottola gli si fa vedere il disastro, lo si “cazzia” e con poco garbo lo si fa scendere in strada!!! Ohhhhhhhhhh non capiva!!! Regolarmente mi trovavo tutte le mattine il cesto bagnato,
ero abbastanza sconfortata della cosa, senonchè una notte sentii dei rumori strani, mi alzai adagio e vidi mio figlio con il pisellino in mano che beatamente faceva la pipì sul cestone, passato il primo stupore mi avvicinai piano e gli chiesi “ Ma cosa tai facendo?” beatamente rispose…” La pipì non vedi?” “e dove la stai facendo?”..”Uffa in bagno no?”
Rimisi a letto il bambino e tra la preoccupazione e la voglia di sorridere pensai…”Ok, ho un figlio sonnambulo..anche io da piccola di notte mangiavo le mele senza ricordarmene”.
Era una fase transitoria di cui molti soffrono, per buona pace mia e di Priscilla che non fu mai più “ cazziata” per il fatto.
Lei è stata poco con noi, se ne è andata nel 1996 per un errore di valutazione del veterinario e per la mia inesperienza del momento, ha avuto un problema ai reni, non stava bene e una mattina l ho messa sulla poltrona dicendogli…vado nell’ orto un attimo poi torno e ti faccio l iniezione, vedrai che passa tutto…lei mi ha guardata sorridendo ( i cani sanno sorridere benissimo!).
Sono tornata ma se ne era andata per sempre, l ho seppellita nell’ orto dove abbiamo passato un mucchio di tempo assieme e ho piantato una Rosellina rifiorente, ad ogni mio spostamento mi sono sempre portata la Rosellina con me, la ripiantavo finchè il gelo non ha fatto morire anche quella.
Dicono che tutti i cani siano uguali, io dico no, i cani sono come noi, lasciano una traccia nel cuore diversa per ognuno di loro, lei è stata la mia prima cicatrice, ogni tanto sanguina ancora, ma va bene così!

mercoledì 23 gennaio 2008

Raccontare.


Da domani e nei giorni a seguire vi racconterò le storie degli animali che mi hanno circondato nel corso degli ultimi anni, vi avverto, probabilmente vi romperete le scatole, ma sono una parte della mia vita....alla fine un Blog è un diario. Naturalmente vi risparmierò...Asini, Capre, Oche, Conigli......