Per te, che quando vedi un cane camminare sul ciglio della strada non hai tempo per fermarti.
Per te, che quando vedi un cane legato a un metro di catena, ma non è affar tuo.
Per te, che se un cane soffre non senti il suo lamento, perchè solo la tua voce deve essere udita.
Per te , che dici di "amare" gli animali, ma nei fatti non porti nemmeno rispetto per loro.
Per te, che dissemini le colline di colli di galline con il cianuro, perchè la volpe ti da danni.
Per te, che regali un cane a tuo figlio come se fosse un pupazzo.
Per te, che ti sei fatto le vacanze, ma il tuo cane non era con te.
A volte mi fermo per riprendere fiato, poi ricomincio senza guardare indietro, potrei prendere un palo e rompermi la testa se lo facessi.
lunedì 8 settembre 2008
domenica 7 settembre 2008
Sul treno di pulcinella
La storia più o meno la conosciamo. I tifosi del Napoli decidono di andare a Roma per la partita. C'è chi ha il biglietto e chi no. l e carrozze non sono sufficienti: Trenitalia subito si attiva, e per miracolo ne spuntano altre, affinché lorsignori non debbano viaggiare stipati come sardine. Perchè ci sarebbero sì utili che partirebbero dopo, ma i tifosi che non viaggiano tutti insieme non sono contenti.
Il questore Partenopeo pensa sia meglio far salire in carrozza quei bravi guaglioni anche a costo, per fare posto, di far scendere chi il biglietto l ha già pagato ma non porta al collo una sciarpa biancoceleste: ragione di ordine pubblico. La tifoseria ringrazia, e causa a convoglio danni per 500.000 euro, cui se ne aggiungono altri 60.000 agli autobus che dalla stazione Termini li hanno trasferiti allo stadio.
Tra i 1500 esagitati la polizia individua tre scalmanati, scarcerati dopo la convalida dei fermi: saranno processati per direttissima.
Lo faccio, metto infila dei dati: da una parte ci sono 3.000 militari che il nostro paese aggiunge ai 300.000 tra carabinieri, finanzieri e compagnia cantante. Poi ci sono i 1.500 esagitati, magari non tutti delinquenti: ma basta che nella massa si infiltri qualche centinaio di arruffapopoli e la masnada diventa difficile da gestire.
Ci sono anche i pendolari, che ogni santo giorno viaggiano come acciughe in barile, su carri bestiame e ai loro sacrosanti lamenti nessuno presta orecchio: forse perchè non tifano Napoli.
E c'è l' Italia, che mi chiedo che paese stia diventando: sempre più repubblica delle banane devota a Santa Chiquita. Abbiamo 303.000 tra agenti e soldati pronti per difenderci, ma in 1.500 tifosi si prendono un treno come e quando vogliono, lo restituiscono a pezzi, e di responsabili se ne arrestano solo tre.
Se il ministro dell' interno fossi io, al tifo organizzato che sfascia i treni direi: siete organizzati? La prossima trasferta ve la organizzate in automobile. cinque per macchina e la benzina ve la dividete. In treno si sale solo con il biglietto, e non uno di più per vagone.
All' orario giusto il treno parte. Disordini sul treno? Alla stazione d' arrivo i viaggiatori normali scendono e i tifosi restano lì: tutti schedati, nessuno va allo stadio, tanto per cominciare. E chi rompe paga.
Perchè quella di Domenica scorsa era solo la prima giornata di campionato.
O si ristabiliscono le regole subito, o più passa il tempo e peggio sarà.
Perchè infatti ho tanta paura che così vadano le cose, nel paese di Santa Chiquita, governato dai pulcinella.
Enrico Bassignana
Il questore Partenopeo pensa sia meglio far salire in carrozza quei bravi guaglioni anche a costo, per fare posto, di far scendere chi il biglietto l ha già pagato ma non porta al collo una sciarpa biancoceleste: ragione di ordine pubblico. La tifoseria ringrazia, e causa a convoglio danni per 500.000 euro, cui se ne aggiungono altri 60.000 agli autobus che dalla stazione Termini li hanno trasferiti allo stadio.
Tra i 1500 esagitati la polizia individua tre scalmanati, scarcerati dopo la convalida dei fermi: saranno processati per direttissima.
Lo faccio, metto infila dei dati: da una parte ci sono 3.000 militari che il nostro paese aggiunge ai 300.000 tra carabinieri, finanzieri e compagnia cantante. Poi ci sono i 1.500 esagitati, magari non tutti delinquenti: ma basta che nella massa si infiltri qualche centinaio di arruffapopoli e la masnada diventa difficile da gestire.
Ci sono anche i pendolari, che ogni santo giorno viaggiano come acciughe in barile, su carri bestiame e ai loro sacrosanti lamenti nessuno presta orecchio: forse perchè non tifano Napoli.
E c'è l' Italia, che mi chiedo che paese stia diventando: sempre più repubblica delle banane devota a Santa Chiquita. Abbiamo 303.000 tra agenti e soldati pronti per difenderci, ma in 1.500 tifosi si prendono un treno come e quando vogliono, lo restituiscono a pezzi, e di responsabili se ne arrestano solo tre.
Se il ministro dell' interno fossi io, al tifo organizzato che sfascia i treni direi: siete organizzati? La prossima trasferta ve la organizzate in automobile. cinque per macchina e la benzina ve la dividete. In treno si sale solo con il biglietto, e non uno di più per vagone.
All' orario giusto il treno parte. Disordini sul treno? Alla stazione d' arrivo i viaggiatori normali scendono e i tifosi restano lì: tutti schedati, nessuno va allo stadio, tanto per cominciare. E chi rompe paga.
Perchè quella di Domenica scorsa era solo la prima giornata di campionato.
O si ristabiliscono le regole subito, o più passa il tempo e peggio sarà.
Perchè infatti ho tanta paura che così vadano le cose, nel paese di Santa Chiquita, governato dai pulcinella.
Enrico Bassignana
sabato 6 settembre 2008
venerdì 5 settembre 2008
martedì 2 settembre 2008
Ricordi
Tanti, tanti anni fa quando mi sentivo triste, sola e stanca prendevo la vespa, salivo la montagna e guardavo giù.
Vedevo questo, che qui non è il massimo, ma dal vivo era bellissimo, mi mettevo seduta su un sasso, accendevo una sigaretta e mi distraevo cercando dall' alto il campo sportivo, la vietta che si vedeva poco, il vecchio cinema che stava chiudendo, finchè lo scoramento e il senso di solitudine se ne andavano e ero pronta ad affrontare il giorno dopo.
Adesso cosa potrei guardare?

Vedevo questo, che qui non è il massimo, ma dal vivo era bellissimo, mi mettevo seduta su un sasso, accendevo una sigaretta e mi distraevo cercando dall' alto il campo sportivo, la vietta che si vedeva poco, il vecchio cinema che stava chiudendo, finchè lo scoramento e il senso di solitudine se ne andavano e ero pronta ad affrontare il giorno dopo.
Adesso cosa potrei guardare?

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